Una richiesta di residenza maltese

UNA RICHIESTA DI RESIDENZA MALTESE

E’ evidente che il numero di immigrati a Malta sta crescendo in modo esponenziale.

Forse le autorità maltesi sono preoccupate da questo “assalto” e vogliono porre freni, almeno questo devo dedurre in seguito alla sempre minore disponibilità dimostrata dagli addetti degli uffici del Department for Citizenship And Expatriates Affairs.

D’altra parte ogni giorno Jobsplus presenta offerte di lavoro e molte di queste riguardano candidati di madre ligua straniera: non manca lavoro, gli imprenditori maltesi hanno bisogno di personale, spesso non trovano cittadini maltesi disponibili a ricoprire i ruoli richiesti.

In ogni caso è importante che tutti, soprattutto le autorità maltesi, tengano conto del fatto che non ci sarebbero continue richieste di residenza se Malta non offrisse lavoro e se non offrisse una qualità di vita più incentivante rispetto ai paesi d’origine degli emigranti.

E’ bene ricordare che coloro che chiedono la residenza come lavoratori, che quindi hanno un regolare contratto di lavoro, pagano a Malta tasse e contributi che vanno a pagare le spese del Paese e contribuiscono al pagamento delle pensioni dei maltesi; affittano appartamenti e spendono i guadagni sull’isola contribuendo ad aumentare la ricchezza dell’ isola.

Tra gli immigrati ci sono anche persone che chiedono la residenza come self sufficiency, grazie ad una pensione pagata da altri Stati o grazie a rendite che comunque provengono dall’estero.
Questi sono tra i residenti più “vantaggiosi”, spendono il proprio denaro sull’ isola e non costano, non ricevono sussidi, e pagano anche per l’assistenza sanitaria.
Questi sono i motivi per cui altri paesi in Europa stendono i tappeti rossi all’ingresso di questi emigranti, vedi il Portogallo.
E Malta? E’ così ricca da voler fare a meno di loro? Se è così è bene dirlo con chiarezza e concedere la residenza solo a chi ha un lavoro.
Se invece Malta ritiene che questi immigrati sono “comodi” è bene che dimostrino disponibilità e che aiutino queste persone quando chiedono di essere riconosciuti come regolari, senza dimenticare che queste persone vengono da Paesi con regolamenti e procedure diverse e che ancora non conoscono il modello di comportamento locale.

In ogni caso mi aspetto che in un ufficio pubblico non si dimentichi MAI che le persone dall’altra parte dello sportello meritano rispetto.

Detto questo vado a riportare la testimonianza di una giovane Signora italiana che ha presentato l’application per la residenza come Self Sufficiency presso l’ Evans Building. Premetto che conosco personalmente questa Signora, è una persona colta ed educata, assolutamente gentile nei modi e nell’aspetto.

Descrivo quanto successo venerdì 21 luglio 2017 alle ore 8.00, in presenza di una mia amica avvocatessa italiana anche lei.

Giunta al desk una signora mi ha accolta controllando le mie carte. Arrivata all’estratto conto 2016-2017 in cui si evidenziava una costante entrata ogni mese mi ha chiesto la traduzione in inglese

(preciso che sull’application CEA form J è specificato “English translation of documents are required, if applicable” e il buon senso mi dice che 25 pagine di estratto conto dove si leggono dei numeri con + e – non hanno bisogno di traduzione)

Le ho spiegato che dai numeri era evidente l’entrata fissa da parte del mio datore di lavoro. A quel punto mi ha detto che se lavoravo in Italia non potevo chiedere la residenza a Malta. Le ho ribadito che la legge non prevede nulla di ciò e che avrei addirittura potuto lavorare a Malta per l’Italia.

Poi è andata a chiamare un suo collega.

Questo signore ha ribadito le stesse cose, aggiungendo che dall’estratto conto non vi erano somme di denaro destinate al territorio maltese. Ho risposto come avrei potuto destinare soldi a Malta se ancora non avevo la residenza?

Allora mi ha chiesto da quanto tempo ero a Malta.

Poi ho ribadito che la legge non prevede nulla delle cose che loro mi opponevano e che se io ero sufficientemente autonoma, come dimostrava il mio estratto conto, potevo richiedere la residenza. Il signore mi ha risposto di lasciare perdere la legge e che l’unica cosa importante è cosa volevano loro (what we need).

Mi sono allontanata (in lacrime) e poi ho richiesto al signore cosa voleva: mi ha detto che occorreva la traduzione dell’estratto conto degli ultimi tre mesi (da aprile a giugno 2017) e la traduzione del documento della banca che dichiarasse che avevo almeno 14.000€.

A distanza di ore, alle 12.00, sono ritornata con questa documentazione (la cui traduzione mi è costata 50€) e ho ottenuto la residenza.”

Lascio a voi lettori (maltesi e non) un giudizio sul comportamento dei dipendenti di questo ufficio pubblico.

 


The number of foreigners in  Malta is remarkably  growing.

Maybe the Maltese Authorities are concerned  for this “storm” and they want to stop it. This must be the reason  because the officers of the Department for Citizenship and Expatriates Affairs are even less available and helpful than before.

Nevertheless Jobplus provides new job’s offers every day; many of those are for foreign languages candidates: there’s plenty  of jobs , the Maltese entrepreneurs need workers, they often do not find the suitable Maltese citizens for the position they require.

Anyway, everybody, the Maltese Authorities above all, have to be aware that Malta has a large number of  residence applications since there the work situation  and the life quality is better  than other Countries.

Reminding  that the immigrants who have a regular work contract, then they ask for the residence, pay taxes and contributions and they contribute to the Country’s needs and to Maltese pensions; they rent the houses and spend money to increase the Island wealth.

 

Among the immigrants there are people who apply for Self Sufficiency residence permit, since they have a foreign pension or they have regular income from abroad. These are very “convenient” immigrants, they spend their money and they cost nothing to Malta, they receive no benefits, no free health assistance.

For these reasons other Countries consider these immigrants very useful.

And about Malta? Is it so rich that it doesn’t need them? Right, in this case Malta Government say   clearly: no residence if you haven’t got  a job.

If Malta can benefit  from those kind of immigrants, the Government Institutions have to be available and help those  people when they ask for regular documents; the Institutions have  to think that they come from Countries that have different rules and procedures.

Always the public officers are expected to be polite and respectful with anyone.

 

Shown below the report of a young Italian lady who has provided a Self Sufficiency residence application at the Evans Buildings. I know her personally  she is a cultured and well-behaved person, certainly polite.

“ I want to report what happened on 21/07/2017 at 8.00 am, at the presence of my Italian woman friend, who is a lawyer.

At the office desk an employee checked my documentation. When she read the italian bank statement that reported monthly entrances, she asked me for English translation of the statement.

(I want to highlight that in the CEA Form J application there is this sentence: “English translation of documents are required, if applicable”. The common sense let me think that 25 pages  of statement with positive and negative amounts don’t need English translation.)

I explained to the Lady that the amounts show a stable salary. The Lady told  me that if I work for an Italian company I cannot ask for the Maltese residence. I replyed that the law does not say that.

Then the Lady asked for assistance to her colleague. The colleague told me the same things and he added that the statement doesn’t show some of the amounts addressed to  Malta. I replied that I cannot send money to Malta since I have not the residence.

He asked me how long I have been living in Malta. I repeated that the law says nothing of what they are talking  about; I am economically self sufficient so I’m  entitled to a  residence application.

The employee who came to help told me to not think about the law, the main thing is what they actually need.

I left the desk in tears , and after a while  I asked them again what they wanted. They told me once again that I have to provide the translation of the statement and a bank declaration that my income is about 14.000 €.

After a few hours I went back to the office  with the required documentation (which cost me 50 €) and finally they accepted my application.

 

I let the readers (Maltese and foreigners ) judging  about the behavior of these public officers.


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